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MTNZ # 18.10 ARLES

Les rencontres de la photografie d’Arles 

di Nicoletta Meroni

https://www.rencontres-arles.com/fr

[dal 4 luglio al 3 ottobre 2026]

Un vero peccato aver perso William Klein alla Chapelle di Museen Arlaten, This way to heaven. Pare sia stata chiusa anzitempo perché la decorazione della Chapelle era pericolante.

Il clima è estremamente piacevole, visitatori che si aggirano per la città alla ricerca delle locandine rosa che segnalano le varie sedi dell’evento, dalle stanze di un magazzino del supermarket Monoprix ai locali dismessi di un edificio in disuso, la Croisière, una chiesa sconsacrata, il magnifico chiostro di Saint Trophime, La mecanique generale del LUMA e l’abbazia di Fontvieille fuori città. Per dirne soltanto alcuni. 


Luma                La Croisière
Monoprix


E poi altre sedi nei dintorni più o meno lontane, la Grand Arles express: al Musée Granet di Aix en Provence, al Pavillon Populaire di Montpellier, al Carré d’Art di Nîmes.

Mentre mi trovo alla mostra R pour regarder - The children’s Photobook dagli anni Trenta a oggi vengo a sapere che è morta Rosellina Archinto che fondò la Emme edizioni nel 1966 rivoluzionando il mercato dei libri per bambini. Coincidenze. Questa mostra allegra all’Espace Van Gogh, ex ospedale giallo e blu con piacevole giardino, raccoglie non solo foto ma il lavoro frutto della collaborazione tra fotografi, grafici, illustratori, scrittori e artisti tra cui Sarah Moon, Cindy Sherman, Edward Steichen con la moglie Mary Steichen Martin. 

Giardino Espace Van Gogh

Al piano di sopra una grande mostra dedicata a Martine Barrat, L’anima della città, forte impatto sociale su New York dei quartieri emarginati alla fine degli anni Sessanta. Da ballerina, in seguito a un incidente diventa videomaker e poi fotografa. Documenta la vita di strada e i modi di vivere. Mai giudicante, il suo sguardo è parte integrante dell’ambiente che vuole riprendere. Harlem negli anni Settanta o La Goutte d’or a Parigi negli anni Ottanta. Anche quando sarà fotografa di moda i suoi soggetti sono bimbi di Harlem.



S’habilier chic pour Max Mara, New York.             Antoine Monory, Martine con gli abitanti della Goutte d’or 

Al LUMA ci si sta un giorno interno, si pisola sul prato, si mangia e si visitano numerose mostre una più bella dell’altra.

E a proposito del grande Steichen, per me bella scoperta, a Le Mécanique Générale, uno dei padiglioni del Luma, c’è una delle mostre più interessanti dei Rencontres. Pioniere del pittorialismo, ritraeva piante e fiori che coltivava lui stesso con una resa fantastica, una capacità di rendere sensibili fiori, alberi, i protagonisti della natura. Il suo enorme giardino (160 ettari) a Redding nel Connecticut era praticamente l’estensione del suo studio fotografico. Il lavoro Shadblow tree ricorda Mondrian: per dieci anni documenta fotograficamente le variazioni della luce e delle forme, di stagione in stagione. E ancora usa la natura come ambiente ideale per ritrarre i suoi amici e i suoi familiari. Viene in mente il magnifico film Silent friend della regista ungherese Ildikó Enyedi a proposito di relazione intensa tra esseri umani e natura. 

Delphiniums, 1940 e Bouquet of flowers, 1939

Si procede tra le numerose tappe del percorso. Sempre al LUMA una mostra bellissima sugli animali: Modèle animals. Una pluralità di tematiche che affrontano gli animali nel loro rapporto con gli esseri umani. Le foto storiche di Elliott Erwitt: la splendida ragazza con il suo cagnolino, le famose gambe e zampe.

Allevamenti intensivi, cattività, sguardi di denuncia, testimonianza, cura. Le immagini di internet e dei social, tenere, strane, violente, mostruose, a volte generate, ricombinate per essere viste e condivise. Animali-cibo, animali-amici, animali-schiavi, e via così. James Mollison, James & Other Apes, inizi 2000

                                                      James Mollison, James & Other Apes, inizi 2000

Un dittico con testa di uccello dalle piume bianche tassidermizzato visto da dietro e su fondo bianco. Bird è un’opera attraente dell’americana Roni Horn che fa parte di una serie realizzata tra il 1998 e il 2007. Il doppio, la morte, il volo come libertà ormai impossibile. 

Roni Horn, Bird


Il polpo in un vassoio da supermarket appoggiato su una tovaglia decorata con dei limoni di Victoria Binschtok si intitola Hug, l’abbraccio forzato tra  due opposti.  

                                                    Binschtok, Hug 

 A La tour le Overpainted Photograpghs di Gerhard Richter, serie iniziata alla fine degli anni Ottanta, sono un’altra tappa fondamentale a cui ho dedicato piacevole attenzione. Foto di piccolo formato alle quali applica interventi di pittura ad olio, vernice o smalto che stende, graffia, preme o fa sgocciolare sull’immagine. Le foto suddivise per temi documentano paesaggi urbani e naturali, persone, ritratti di famiglia, spazi espositivi, ma attraverso l’intervento pittorico sfuggono al registro del ricordo personale. Nella serie Museum visit del 2011 attraverso la pittura si incrementa il ricordo e la percezione dello spazio museale immortalato nella foto e se ne percepisce la sensazione soggettiva dell’artista durante la visita, come nella Turbine Hall della Tate Modern. 

                Turbine Hall, 2009                                     Sabine Moritz, 1998

Il finlandese Pentti Sammallahti a La Crosière incanta con le sue foto in bianco e nero di piccolo formato poetiche, colme di dolcezza e spesso di sottile ironia. Le foto non si scattano ma si ricevono, come dice l’autore, sono i frammenti dei suoi viaggi attraverso territori vasti e spesso remoti. La più bella: Przevorsk, Poland (Horse and Plough, Birds on Wire), 2005. Un pentagramma musicale composto da uccelli sui fili elettrici.

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